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08 settembre 2010

Radical Chic

Che cosa rimane oggi dei mitici anni '70, delle sue contestazioni, delle sue pulsioni utopico-libertarie? Un gruppo di intellettuali imbolsiti e arricchiti che pontificano dai loro cascinali sulle colline toscane. Finalmente il ciclo si è compiuto, finalmente abbiamo la: 

 "Fantasia al Podere"

11 novembre 2009

Seccature

La cosa più seccante dello scrivere è che devi avere sempre qualcosa di intelligente da dire. Ebbene, oggi non ce l'ho.

15 settembre 2009

Cristianesimo e Politica

Molti sostengono che Gesù sia stato il primo socialista della storia. Se questo fosse vero alla croce sarebbe stato inchiodato con dei chiodi di garofano.

04 giugno 2009

Dedicato a te, Giulia.

Cara Giulia,

da oggi non sei più "Tizia", da oggi sei ufficialmente Giulia, un affare di 3,7 kg frignante e scagazzante che ha appena aperto gli occhi sul mondo. Da oggi sei membro della nostra disastrata congerie. Benvenuta!

Forse non lo sai (e come potresti, che ancora non ti si è seccato il cordone ombelicale!) ma vieni al mondo in una situazione difficile, fatta di piccole violenze domestiche. Scusami se te lo racconto in maniera così diretta e schietta, ma devi prepararti a questa dura realtà...

Tu (ancora nel pancione) e mamma Silvia per mesi siete tornate a casa dal lavoro, la sera, ubriache, e avete sistematicamente picchiato papà Paolo, che poverino si era prodigato per voi in fantastiche pietanze, come la pasta con ragù di renna affumicata. A colpi di pancione lo avete maltrattato e umiliato (vedi foto qui sotto), lui, innocuo capro espiatorio di una finnica malinconia per il suolo patrio che offuscava la mente di tua madre.



Ma sappi che mamma Silvia non è cattiva, e anche se guarda tutte le sere Walker Texas Ranger sul satellite, in fondo al suo cuore è un'anima dolce. E se anche un giorno ti insegnerà ad usare un AK-47, dai ascolto a tuo padre quando ti dirà che non devi sparare ai lapponi solo perchè sono piccoli e scuri.

Ma soprattutto non sparare a lui, mentre gioca a fare l'aeroplanino: sappi che è l'unico rifugio rimastogli nel terrore domestico.

Ora Giulia ti lascio che sarai stanca e dovrai dormire, visti le tante cose che hai da imparare, conoscere e rielaborare. Ci vediamo domani al poligono di tiro!

08 maggio 2009

Heidegger e dintorni

Il Becero Maschilista e', tra le altre cose, un appassionato di Filosofia. Pare che stia lavorando su un opera non pubblicata di Martin Heidegger, che tratta del problema ontologico della ciclotimia femminile. Quest'opera, provocatoria e scomoda, pare si intitoli:

"Essere e Tampax"

02 maggio 2009

Latitanza

Anni fa mi sono dato alla latitanza nel sottobosco dell’infantilismo.
Non ne sono ancora uscito.

15 aprile 2009

A Buon Intenditor...

Quest'oggi mi trovo costretto a pubblicare un post fuori dall'ordinario, che e' anche un avvertimento per quanti mi leggono.

Ricevo spesso "leggere idiozie" da conoscenti ed amici che mi chiedono di pubblicarle su questo blog. La cosa mi inorgoglisce alquanto, lo ammetto. In fin dei conti come dissi qualche post fa, da questo punto di vista mi sento un ProFeta. Ma sia ben chiara una cosa. Sono io l'autore di questo blog e sono io, in ultima analisi (il mio psichiatra ha detto che la terapia e' quasi finita) che decido cosa pubblicare e cosa no. Quindi e' inutile lanciare minacce se un contributo non viene pubblicato mantenente. Anzi, otterreste l'effetto esattamente contrario. Quindi, caro signor P. si scordi che io pubblichi:

"Ma la cassa dell'orologio per ciechi e' blindata?"

sul mio blog.

A buon intenditore poche parole.

08 marzo 2009

Scrittori della Domenica

Cosa ci spinge a scrivere? Un semplice bisogno egoico-narrativo o piuttosto la necessità terapeutica insita in questa nobile attività? Ma soprattutto perché ogni mentecatto che calpesta questo misero sassolino chiamato Terra deve per forza, prima o poi, spaccarci i coglioni con una insostenibile autobiografia di 600 pagine di cui non si sentiva assolutamente il bisogno? E perché, si-ste-ma-ti-ca-men-te, questi personaggi si credono il nuovo Proust di turno? Chi gliel’ha data la patente di scrittori a questi imbecilli? Non si rendono conto che non si stanno coprendo di gloria, ma, nella migliore delle ipotesi, di ridicolo? Non hanno un minimo di dignità?

La risposta è ovviamente “no”, non se ne rendono conto, o forse lo fanno proprio col masochistico fine del ridicolo. Pur di ottenere le luci della ribalta, anche per solo cinque minuti, sono disposti a tutto, anche a costruirsi una gogna letteraria ed esporsi al pubblico ludibrio.

In ogni caso, si tratti di grandi autori o scrittori della domenica, di un bisogno egoico-narrativo o di catarsi-scrittoria, il risultato è sempre lo stesso: che ogni opera letteraria trasuda riferimenti biografici ad ogni pagina: siano essi il camuffamento di eventi realmente accaduti o l’attribuzione a loschi personaggi dei nostri più torbidi desideri, siano essi semplici aspirazioni o grandi, irrealizzabili sogni; siano esse cocenti delusioni o grandi vittorie. Tutte vengono buttate nel calderone tipografico per la gioia (o la disperazione) dei lettori. E l’autore si mostra nudo, ridicolmente nascosto dietro il pudico, rinsecchito, dito dell’arte.

A questo punto la questione si fa seria: a quali di queste categorie io appartengo? Quali sono le mie intenzioni?

Ebbene: IO sono un grande scrittore della domenica, che scrive per la gioia terapeutica che questa attività gli provoca. Ma non mi nascondo dietro nessun dito artistico: sono un esibizionista, nevrotico, a cui piace raccontare i cazzi propri. Tutto qui.

N.b. Per chi non lo avesse notato, oggi è Domenica.

02 marzo 2009

Politicamente Corretto

Nella mia vita, avendo avuto spesso a che fare con Ebrei, comunisti e froci, non potevo diventare altro che un liberale (l'alternativa era diventare nazista).

08 gennaio 2009

La nemesi del Becero Maschilista

Scena: il becero maschilista arriva con "5 minuti 5" di ritardo all'appuntamento, sorridente, contento di rivederla. Lei, inspiegabilmente, tiene il broncio. Lui cerca in tutti i modi di capire cosa lei abbia, riuscendo ad ottenere solo risposte del tipo: "non c'e' niente", "va tutto bene", grugniti. Alla fine gli viene un dubbio...

LUI: "Non sara' per caso dovuto al fatto che sono arrivato leggermente in ritardo?"
LEI (gridando): "Le nostre figlie cresceranno cercando amori che le faranno soffrire, con la sindrome dell'abbandono, solo perchè tu le avrai dimenticate all'asilo!"
LUI: "Cara, non ti pare di esagerare un pochino!?"

Morale: ogni becero maschilista incontra prima o poi la sua nemesi.

29 dicembre 2008

Ilenia e il suo pessimo carattere

Le stavo raccontando di come avessi trattato male una persona. Cercando di giustificarmi, cercando di farle capire che c'erano stati episodi nel mio passato che ancora mi bruciavano e che mi portavano a comportarmi in quel modo, anche se non lo volevo, anche se mi rendevo conto che fosse sbagliato. Come un riflesso condizionato, una difesa inconscia. Lei mi ha risposto con voce pacata, ma netta, guardandomi dritto negli occhi:
"Guarda che ogni persona ha un'ottima scusa per un pessimo carattere".
Cosa le potevo rispondere? Nulla. Non potevo neanche arrabbiarmi di fronte a cotanta saggezza, solo incassare e inchinarmi. Ho decisamente perso una delle migliori muse di questo blog.

24 novembre 2008

Ilenia

Apro la porta del suo ufficio, mi appoggio allo stipite, la fisso con sguardo suadente, e le sussurro canticchiando:
-E' certo un brivido, averti qui con me -
Lei, senza alzare gli occhi dallo schermo, e continuando a lavorare, mi risponde:
- Scusa, ho acceso l'aria condizionata -

Dedicato a Ilenia. Alla volta che abbiamo ballato Capossela su un prato. A tutti i suoi difetti. E alle sue splendide risposte da lasciarti senza possibilita' di replica. Mi mancheranno. Mi mancherai. Stupida testona, avresti dovuto imparare a non fidarti delle persone.

16 novembre 2008

Il Lato Oscuro dello Yoga

Oramai non sanno più che discipline inventarsi per attirare gente nelle palestre. Per esempio, qualcuno mi sa spiegare cosa diavolo è il Power Yoga? E' la disciplina praticata dalle amiche della Marcuzzi per riuscire a cagare? Avendo fallito con lo yogurt ci riprovano col power yogurt? No, perchè davvero io non riesco a capirlo, per me è un ossimoro, una contraddizione in termini. Come se io domani mi svegliassi e proponessi un corso di Kick-Boxe meditativa. Chi mi crederebbe?

05 novembre 2008

Obama non puo' aver vinto

Siccome mi e' stato espressamente richiesto, oggi scrivo un post su Obama, o meglio, su una teoria che andavo sostenendo nei giorni scorsi. La teoria e' molto semplice: Obama non puo' aver vinto, o, se anche avesse vinto, sarebbe solo per mezzo di brogli.

D'altronde l'onomastica del presidente nero e' impetosa su questo. E l'onomastica non puo' sbagliare, perche' nel segreto dell'urna il principio "nomen omen" decide molti piu' voti di quanto si pensi.

Ma andiamo con ordine e analizziamo il suo nome completo, parola per parola, mostrando per ognuna quali sono i difetti fatali rispetto al contesto socio/politico/economico odierno. Allora, il presunto nuovo presidente americano si chiama Barack Hussein Obama.

Barack = neanche un mese fa la crisi dei mutui subprime ha messo in ginocchio milioni di famiglie della middle-class americana. Come noto nessuno vuol mai sentirsi dire, o vedersi ricordare, le sue sventure. Figuriamoci se milioni di famiglie che hanno appena perso la casa e si trovano in mezzo a una strada vanno a votare uno che si chiama "baracca". Sarebbe rigirare il coltello nella piaga.

Hussein = liberarsi del sanguinario dittatore iracheno e' costato 2 guerre, centinaia di migliaia di morti e la destabilizzazione di tutto il medio oriente. Risultato portato a casa in dieci anni di sofferenze. Ora gli elettori, dopo aver visto tornare a casa i loro ragazzi in una bara, dopo aver visto mezzo mondo urlargli contro, dovrebbero mettere al potere, a casa loro, uno con lo stesso nome? Se i sunniti poi si sentissero presi per il culo avrebbero le loro ragioni.

Obama = "pure i cambi enigmistici di consonante. Fa lo spiritoso. Ma la gente non dimentica le due torri. Vatti a nascondere in una grotta dell'Afghanistan, che nel nascosto dell'urna l'elettore americano non dimentica" griderebbero i repubblicani. E come dargli torto?

Nb. Ovviamente sono Obamiano anch'io, ma da molto prima che diventasse famoso (è da qualche anno che lo seguo).

23 ottobre 2008

La Meglio Gioventù

Oggi compio 31 anni, ho smesso di fumare da più di 10 giorni, mi è venuto un principio di sciatica e sono stranamente sereno... Iniziano i preparativi per diventare uno splendido quarantenne.

22 settembre 2008

Gorgonzola e Comunismo

Recentemente stavo leggendo un libro molto forte, "La caduta del vento leggero" di Giovanni Cominelli. Ad un certo punto mi sono imbattuto in un racconto che avevo sentito anni fa e che ha condizionato il mio pensiero politico per diversi anni, provocando continue crisi.

L'aneddoto racconta di un operaio comunista che negli anni trenta fugge dal fascimo diretto verso la madre Russia, per lui terra promessa (politicamente parlando). Arrivato in questa terra scopre che il formaggio piu' buono del mondo, il Gorgonzola, qui non e' conosciuto. Fedele alla linea politica (un po' meno a quella salutista), e convinto che la rivoluzione proletaria passi anche attraverso il Gorgonzola, decide di produrlo nel kolchoz a cui era stato destinato. Purtroppo il nostro operaio non aveva fatto i conti con la stupidita' burocratica figlia del totalitarismo: scoperto a praticare dei piccoli fori nel formaggio e ad introdurvi delle erbe fermentanti fu accusato di sabotaggio e condannato alla fucilazione. A questo punto i finali divergono: c'e' chi dice che si sia fatto 30 anni di gulag, chi dice che sia stato effettivamente fucilato, chi, ancora, sostiene che sia stato salvato in extremis da un alto funzionario russo appassionato di formaggi.

Ora, io amo il Gorgonzola. E' uno dei formaggi piu' buoni che esista. Soprattutto la variante - pesantissima - con inserti di mascarpone. Potete quindi capire i miei travagli di giovane idealista e buongustaio nello scoprire che:

"Comunismo e Gorgonzola sono opzioni incompatibili"

Alla fine sono riuscito a superare tale dicotomia, facendo delle scelte dolorose. Certo non vi diro' quali siano le conclusioni a cui sono giunto, vi diro' solo che:

"Ho fatto una scelta di pancia"

05 settembre 2008

Diversamente Razzisti

Odio il politicamente corretto. Il politicamente corretto è subdolamente razzista. Basta guardare l'evoluzione che il termine handicappato ha avuto negli anni per rendersene conto.

All'inizio "handicappato" era un termine neutro, usato per indicare una menomazione fisica o psichica. Poi è invalsa nell'uso un'accezione offensiva del termine e allora si è preferito passare a "portatore di handicap". Solo che anche in questa nuova definizione la radice della parola (divenuta) offensiva era presente e allora si è passati a "disabile". A questo punto però non ci si è fermati e con triplo salto mortale, concettuale e linguistico si è coniato il termine "diversamente abile".

E a questo punto mi chiedo: cosa cazzo è un "diversamente abile"? A cosa serve questo termine? Per proteggere la diversità? Ma non ci rendiamo conto che questo termine la diversità la nega, riconducendo tutto ad un unico metro di riferimento? Parlando di diversita' (non di handicap) sarebbe come dire che:
  • un nero è diversamente bianco
  • un nano è diversamente alto
  • un omosessuale è diversamente eterosessuale
  • un cieco è diversamente vedente (da notare che già si usa il termine negante non vedente)
  • ...
Usare un termine come "diversamente abile" significa aver paura della diversità, provare vergogna per il fatto di poter sentir pena. Il politicamente corretto nasconde quindi un doppio razzismo:
  • Endogeno: significa razzisticamente non riconoscere come una persona realmente è, nei pregi come nei difetti (o nelle menomazioni), significa negare il suo essere (definendolo con la mancanza della qualita' contraria).
  • Esogeno: significa pavidamente lasciare spazio al razzismo, alla stupidità e alla prepotenza. Si abdica all'uso razzista del termine (che di per se' indica la qualita', l'essenza) preferendo, linguisticamente, negare la presenza di quella qualita'.
Da notare che nel razzismo endogeno ci sono due ulteriori livelli. Prendiamo ancora l'esempio di "handicappato":
  • Negazione Logica: usando il termine "disabile" (non-abile) abbiamo un polo, quello dell'abilita', e poi tutto il resto definito logicamente (e ontologicamente riconosciuto) solo attraverso la negazione del fatto di godere di quella qualita'. Quindi il secondo polo non ha dignita' sua propria ma esiste solo in funzione del primo, attraverso la sua negazione.
  • Negazione Ontologica: usando il termine "diversamente abile" invece c'e' una doppia negazione (logica e ontologica), il "non-abile", non esiste piu', esiste solo l'abilita' in varie declinazioni possibili. Il secondo polo, quello dell'handicap, e' stato a questo punto completamente riassorbito nel primo.
Non a caso gli omosessuali, che stupidi non lo sono affatto, hanno fatto una lunga lotta, tra le altre cose, per desemantizzare il termine "frocio".

Dimenticavo, io sono un diversamente glabro.

22 agosto 2008

Colonne sonore

Perdere la fede e' un po' come perdere la colonna sonora del film della propria vita: ci si puo' mettere a canticchiare, ma non e' la stessa cosa...
E io sono pure maledettamente stonato, cazzo!